L’Impatto degli Stereotipi sulla Realizzazione Femminile

Oggi torno con la presenzatione e il commento di un articolo di stampo Internazionale, pubblicato dal sito web americano Salon e specificatamente correlato con i temi trattati in questo blog, in particolar modo gli stereotipi di genere.

L’articolo, di cui lascerò il link alla fine del post, porta il titolo “Ecco come il sessismo dei media squalifica le donne e alimenta gli abusi a opera di uomini come Weinstein“.
Un titolo duro e accusatorio, ma che ben si allinea con la contestualizzazione dell’impatto concreto e reale del sessismo pubblicitario dei media sulle nostre vite e sulla nostra cultura, di cui ho già scritto io stessa.

Stereotipi di Genere

L’autrice dell’articolo, Virginia Garcìa Beaudoux, una consulente di comunicazione Argentina che si occupa del genere nei media, si propone subito di evidenziare il legame tra le diverse aspettative sociali rivolte a uomini e donne (non solo in paesi spiccatamente sessisti, ma persino in quelli più avanzati in termini di parità tra i generi) e la loro rappresentazione nei media.

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Dove: Razzismo? Mancanza di Sensibilità? Caduta di Stile?

Vorrei spendere qualche parola sulla pubblicità Dove che ha sollevato un polverone nei giorni scorsi, fino a venire repentinamente ritirata dal popolare marchio, con tanto di scuse.
Sono certa che molti e molte di voi abbiano già visto la sequenza qui in basso:

Si tratta di un’immagine facente parte di una clip promozionale Dove pubblicata su Facebook. Sebbene, però, non si tratti dell’intera pubblicità, questo pezzo è quanto ne è stato ampiamente (quasi unicamente) diffuso e, soprattutto, quanto è bastato a tacciare Dove di razzismo, peraltro non per la prima volta nella storia del marchio.

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Il Concreto Pericolo del Sessismo Pubblicitario

Per quanto porre l’attenzione sulle campagne pubblicitarie ad ampio raggio, quelle che arrivano di prepotenza nelle case di chiunque usufruisca di un televisore anche solo qualche minuto al giorno, costituisca lo scopo principale di questo blog, è importante non chiudere gli occhi dinanzi alla realtà caratterizzata da manifesti pubblicitari locali, che operano su raggi più ristretti.

Perché? Perché sono anch’essi parte integrante e fervente della promulgazione e del rafforzamento non solo di stereotipi di genere, ma più spesso ancora di sessismo e misoginia profondi, nonché delle più becere tipologie di oggettivazione e sessualizzazione della donna e del suo corpo. Vediamo qualche esempio indicativo.

Fidati...te la do gratis.
Fidati…te la do GRATIS“. Immagine condivisa su Facebook dal segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che invita a dire basta. (Ringrazio Se non Ora Quando Lodi per la segnalazione).

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