Kinder – Il Cioccolato degli Stereotipi, Tra Sovversione e Rinforzo

Oggi torna a farci visita quell’azienda che perpetua gli stessi stereotipi con una costanza così tanto ostinata da generare in me un fastidio con pochi precedenti. A sorpresa, però, stavolta non si becca solo parole negative. Vediamo cosa ci riserva la cara Kinder con l’ultimo per le sue barrette.

Una piccola pirata osserva l’orizzonte e punta il suo prossimo obiettivo. Eccola che passa all’azione e con mano lesta afferra il bottino presente sulla nave. La scenetta termina con il confronto tra lei e il pirata che capitana la nave derubata. Il tanto ambito tesoro è costituito da barrette Kinder Cioccolato. Con gran tempismo spunta una figura adulta che consiglia al piccolo e alla piccola di dividere il tesoro. Lo spot si chiude con i due che mangiano allegramente in compagnia della signora e con la presentazione del prodotto. Parliamone.

Continua a leggere

Kinder Pinguì – La Donna ci Piace Così

Per la coerenza e la costanza delle dinamiche stereotipate delle sue comunicazioni, al tempo dedicai un post-raccolta a quest’azienda. Da allora però, è uscito qualche altro spot, che non si è per nulla discostato dai precedenti. Anzi, se possibile, aggiunge in negativo. Guardiamo insieme la nuova pubblicità di Kinder Pinguì.

Sulle note di un’allegra canzone osserviamo una donna lasciare il posto di lavoro, pedalare insieme a figlio e figlia, prepararsi a portare fuori il cane, raccogliere i panni da lavare. Ma niente può rovinare il suo buonumore, che contagia anche i vicini. Meno male che c’è Kinder Pinguì che le permette di togliersi dalle sca—tenere bimba e bimbo occupati mentre si gode un momento per sé (poi raggiunta dai vicini). Parliamone.

Continua a leggere

Pasqua Senza Sorprese con Kinder Gran Sorpresa

Ogni anno la storia è pressoché la stessa. E il 2018 non fa eccezione.
È tempo di Pasqua, amici e amiche. Ne consegue che è tempo di Kinder Gran Sorpresa.
Il mio interesse – e astio – nei riguardi della genderizzazione delle sorprese Pasquali (e dei giocattoli in generale) è sorto ben prima che iniziassi a guardare le pubblicità con lo sguardo di adesso. La ragione è molto semplice: come altre, sono stata una bambina che preferiva giochi socialmente e culturalmente associati al maschile. Mi trovavo a desiderare i “per lui” e a ricevere mio malgrado dei detestabili (per me, si intende) “per lei” da chi, non conoscendomi, trovava che la cosa più intelligente da fare fosse trattarmi come la società insegna a trattare le bambine e che ciò che mi piacesse fosse ciò che la società incoraggia le bambine ad apprezzare. Ma bando alle ciance e passiamo subito agli spot.

Primo spot, prima categoria di sorprese. Nel soggiorno di un’abitazione, sotto lo sguardo amorevole e attento di una donna adulta, quattro bambine giocano con le sorpresine trovate nel Kinder Gran Sorpresa, tutte a tema SuperChicche (PowerPuff Girls). Andiamo avanti.

Continua a leggere

Kinder Delice, il Gusto di Aderire agli Stereotipi

Miei cari e mie care, ricordate Kinder (Ferrero) e la fissazione con la figura materna negli spot di quasi ogni singolo prodotto? Se la risposta è no, correte prima a dare uno sguardo a questo articolo. Fatto? Bene. Ora preparatevi a scoprire la new entry: l’ultimo spot Kinder Delice!

Cos’abbiamo qui? Cominciamo seguendo una giovane ragazza che risistema la sua stanza, mettendo da parte dei peluche che non usa da tempo, come spiega alla madre, appena rientrata. Non trovando la merenda nel solito scaffale, la ragazza chiede a sua madre delucidazioni circa la sua collocazione. Si prosegue con il narratore che invita a procurare ai giovani una merenda che incontri i loro gusti (ovviamente tale merenda sarebbe Kinder Delice) e spiega le proprietà del prodotto. La conclusione dello spot vede la protagonista cambiare idea circa uno dei peluche, che conserverà invece di buttare.

Continua a leggere

Kinder, Regina di Stereotipi

Intendo dedicare quest’articolo a uno dei marchi di merendine più noti e amati in Italia che, per quanto concerne l’ambito pubblicitario, si colloca sugli stessi piani stereotipati di gran parte degli spot. Sto parlando di Kinder (Ferrero).
Fatta eccezione per la pubblicità del Kinder Bueno, che tenta di rivolgersi a un pubblico giovane mostrando un gruppo di amici, e quella di CereAlé che, in quanto rivolto agli adulti (si deve supporre che la motivazione sia questa…), si limita a farci vedere un uomo che afferra la confezione del prodotto per poi gustarlo, tutti gli altri spot della più recente campagna pubblicitaria seguono gli stessi schemi stereotipati che ben conosciamo; quegli stessi che fanno sì che trovate come quelle di Buondì si trasformino in vere e proprie boccate di aria fresca. Partiamo con il primo.

Cominciamo con le famose e amate barrette Kinder. Cosa ci mostra la pubblicità?
Momenti insieme e dal gusto unico tra una bambina e sua madre, che si accingono a gustare il “loro piccolo grande cioccolato”. E va bene. Cosa sarà mai? La Kinder è ricca di prodotti e certamente gli altri spot saranno variegati e non si limiteranno allo schema della madre che si prende cura dei suoi piccoli offrendo o condividendo con loro le merendine, giusto?
Giusto?
😇
Continua a leggere