Un Asteroide sulla Polemica sugli spot Buondì Motta

Ho atteso a lungo prima di decidermi a scrivere sull’ultima campagna pubblicitaria Buondì Motta, quella di cui innumerevoli testate, associazioni e persone di tutto il paese hanno discusso e stanno discutendo animatamente. La ragione di questa scelta è stata dovuta al mio provare sentimenti fortemente contrastanti nei riguardi dello spot (l’unico visto in onda, finora – gli altri li ho visionati online). Ma andiamo con ordine, partendo con l’osservazione della pubblicità incriminata.

Cosa succede? Una vivacissima bambina dalla parlata insolitamente – e quasi surrealmente – forbita (pr la sua età) corre da sua madre per esprimere il desiderio di una colazione leggera e golosa. La madre, perfetto riflesso adulto dell’immagine della bimba, con certezza e serenità comunica a sua figlia il fatto che una simile colazione non esiste e, per dimostrare la sua certezza, pronuncia la fatidica frase: “Possa un asteroide colpirmi, se esiste“. Ed eccolo lì, l’asteroide, che colpisce la donna che ha osato avanzare scetticismo circa l’esistenza dei Buondì Motta.

La visione dello spot ha lasciato a bocca aperta una gamma piuttosto variegata di spettatori. Tra le critiche più sentite sono state quelle connesse alla presunta natura sessista e stereotipata dello stesso. Questo genere di critica si basa sulla rappresentazione di madre e figlia, a partire dall’interesse della bambina per la leggerezza della colazione, che certo non è una naturale priorità, per i bambini (e dunque suggerirebbe il condizionamento riferito all’attenzione per la linea), proseguendo per il set espressivo e comportamentale che codifica sia lei che la madre come vanesie e spocchiose.

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