Pampers – Il Nuovo Mutandino Avvolge Senza Stereotipi

Vi annuncio che la mia persona è sul punto della commozione. Ho sperato a lungo che questo momento arrivasse e, soprattutto considerando la sfilza di aziende che stanno peggiorando o preservando la loro comunicazione pubblicitaria, non posso dire che nutrissi molte speranze. Ciononostante, Il Momento è arrivato e sento di dover dedicare un articolo al nuovo spot Pampers.

Accompagnata da immagini esemplificative (sorellina che abbraccia stretta un/una bebè, padre che sorregge bebè con pannolino lento), una narratrice ci informa del fatto che alcuni abbracci (pannolini) siano troppo stretti e altri non stringano affatto. Per fortuna che c’è la confortevole avvolgenza di Mutandino di Pampers. Parliamone. Continua a leggere

Pampers Mutandino – Rivoluzione? Nah, Solita Stereotipizzazione

Oggi torno di nuovo a parlare – non dopo molto tempo, tra l’altro – di una delle primissime aziende che mi ha fatto drizzare le antenne, conducendomi all’apertura di questo blog1: la mia adorata Pampers, che continua a deliziarmi dopo le mamme ricercatrici. Guardiamo lo spot.

Una voce femminile giocosamente esortante ci parla dei bambini rivoluzionari che non si arrendono e tentano, intraprendenti, la fuga dai fasciatoi. MAI PIÙ! Pampers ha creato BabyDry Mutandino che, come ci mostrano le immagini, è facile da cambiare anche quando pupi e pupe non vogliono stare fermi. Più che un semplice cambio, una rivoluzione, ci dice. Parliamone.

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Pampers Baby Dry, Sessismo che Respira

Proprio qualche giorno fa, con l’arrivo al termine del mese di giugno, è passato esattamente un anno dalla pubblicazione del primo articolo su questo blog. Ebbene, a distanza di un anno, l’azienda di cui ho parlato in quel primo post non solo non ha migliorato la sua comunicazione, ma l’ha peggiorata. Vediamo come, osservando subito il nuovo spot Pampers Baby dry.

Mentre una donna prende per mano un piccolo essere umano, la narratrice ci informa che i laboratori Pampers hanno aperto le porte alle mamme, mentre tre donne attraversano la porta con pupi alla mano, in carrozzina o in braccio. Dopodiché, giunge una ricercatrice a comunicarci che, in fondo, ogni mamma è una ricercatrice, sempre in cerca di risposte per pargoli e pargole. Pum. Inquadratura su ventordici donne con bimbo. Avendo accolto la domanda postale con gran naturalezza da una delle madri, la ricercatrice spiega i benefici del prodotto. Le mamme sono estasiate dalla virtualizzazione della realtà assorbente, e io sono estasiata da questo spot. Parliamone.

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Pampers Progressi…ma Dove?

Sebbene sia stato fatto un passino in avanti, le pubblicità del marchio Pampers (ricordate?) continuano imperterrite nella comunicazione del messaggio di invisibilità e irrilevanza della figura paterna, in favore dell’esclusività del rilievo materno nella cura dei bambini.
Il fatto che non se ne parli per nulla è indicativo di quanto sia comunemente interiorizzata questa stereotipata e dannosa concezione (dannosa tanto per uomini quanto per donne, tanto per padri quanto per madri).

Ma andiamo con ordine. La campagna pubblicitaria per Pampers Progressi comprende tre spot: Nasce, Cresce e Corre (ognuno dedicato a diverse versioni del prodotto, a seconda del peso del target di riferimento). Negli ultimi due – che trovate qui e qui – il marchio ha fatto lo sforzo di inserire una figura genitoriale maschile, il che è apprezzabile (e ne sono sentitamente felice), ma non annulla quanto dipinto nel primo spot, quello che pubblicizza il prodotto per bimbi dai 2 ai 9 kg. Vediamolo insieme:

Partiamo con esaminare le parti problematiche. Il fatto che sia presente una madre che allatta va, di per sé, benissimo ed è coerente e sensato in relazione al prodotto, che si rivolge ai genitori di neonati. Tuttavia, è problematico che ci si avvalga di questa presenza, l’unica mostrata, per dichiarare in modo esplicito e inequivocabile il target del prodotto, facendo sì che non si rivolga ai genitori di neonati, bensì solamente alle genitrici.

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Pampers e la Presenza Esclusiva della Figura Materna

L’impegno degli spot Pampers nella cementazione dell’esclusività della presenza materna nella cura dei pargoli è notevole. Lo spot del prodotto chiamato Baby Dry è particolarmente illuminante nel suo proporre ben sei diversi genitori nel loro approccio alla protezione della pelle dei loro bambini.
Vediamolo insieme…

La presenza univoca di genitori di sesso femminile, elemento la cui problematicità è resa poco evidente dall’educazione al ruolo imprescindibile e superiore della figura materna, invia un terribile messaggio relativamente alla figura paterna che, esistente nella maggioranza delle famiglie tradizionali, in numerose famiglie non tradizionali e in qualità di validissimo soggetto singolo, meriterebbe molto più rispetto, considerazione e visibilità.

[“Abbiamo chiesto a voi mamme…”]

Questa frase sancisce non solo il fatto che, in relazione ai contenuti della pubblicità, si sia scelto di interrogare unicamente le madri, ma anche il fatto che lo spot si rivolga solamente a queste ultime. Come se il mero pensiero che un prodotto simile – PANNOLINI – possa essere di interesse per un padre o per un uomo in generale, fosse assurdo.
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