Kinder – Semplice come uno Stereotipo

Come dite? “Che fine ha fatto Kinder?”
Non torna a trovarci da un bel pezzo, eh? C’è una ragione, un’ottima ragione, mie care e miei cari. E no, la ragione non è che ha iniziato a fare spot non stereotipati. Vi pare mai? La così tradizionalmente italiana Ferrero? Stavo solo aspettando di accumulare una manciata di spot per proporli tutti e vedere insieme a voi gli zero virgola niente passi avanti fatti dall’azienda (che va ancora in onda anche con questo, questo, uno di questi e, sì, persino quest’altro!!). 💋 Partiamo con Kinder Colazione Più!

Ecco a voi l’arzillo Lorenzo, che impiega un’ora a farsi la barba, Camilla che impiega 3 ore per trovare qualcosa da mettersi, Mattia che ne impiega 2 per arrivare in cucina. Cucina in cui lo attendono Mammà, colazione e il fratellino più piccolo. Lo scoppiettio della confezione di Kinder Colazione Più ed ecco che si fiondano anche SbarbaMan, NonHoNientedaMettere e ‘MazzaCheSonno. La famigliola mangia insieme e insieme esce di casa.

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Dmail – Stereotipi Inutili e Facilmente Trovabili

Prima che Irene mi scrivesse (grazie, Irene, sempre attenta e gentile) non avevo mai sentito parlare di quest’azienda. Ma l’ora è giunta che la consueta luce armoniosa delle pubblicità italiane illuminasse la mia peccaminosa ignoranza. Apriamo insieme gli occhi e guardiamo con attenzione gli spot Dmail, partendo da quello segnalatomi da Irene.

Un uomo bussa alla porta della donna con cui sta per uscire, reggendo un mazzo di fiori inteso per lei. Quando la donna, pronta ed entusiasta, lo accoglie, a lui cascano i fiori per lo shock del di lei meraviglioso make-up. Dmail-man, con grande nonchalance e serietà, presenta la risposta alla situazione: gli occhiali per il trucco monolente venduti da Dmail. Non so quando smetterò di chiedermi perché non li abbiano chiamati occhiali monolente per il trucco, ma non importa. Proseguiamo con il secondo spot… Continua a leggere

Dercos Aminexil Vichy – Approvato dai Miei Stereotipi

Torna a trovarci uno schema narrativo di cui sentivo tantissimo la mancanza. Il contesto è quello più comune per questo schema: quello dei prodotti per la salute. Mettiamoci insieme le mani nei capelli con lo spot Vichy per il trattamento Dercos Aminexil.

La voce narrante ci informa che stress e cambi di stagione indeboliscono i nostri capelli. Meno male che Vichy ci presenta il trattamento anti caduta Dercos Aminexil. Testato addirittura su 250 persone come noi (noi chi!?). Cecilia e Marco vedono una vera differenza! Proviamo anche noi Dercos Aminexil! Lo approvano i capelli di Cecilia! Parliamone.

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Cicciobello Bua – Il Bello di Educare alla Maternità

Oggi torno a presentarvi una pubblicità rivolta all’infanzia, invece che a persone adulte. L’ambito degli spot di giocattoli continua a essere un assoluto inferno per quanto riguarda gli stereotipi. Vediamo un po’ l’ultima avvincente fatica partorita da Giochi Preziosi per il suo iconico bambolotto Cicciobello.

Una madre siede sul divano con in braccio suo figlio, a cui ha misurato la febbre. Alla sua destra si siede il compagno con lo sciroppo, e alla sua sinistra…sua figlia con il suo, di bebè, che ha la bua e vuole proprio lei!! La bimba e un’amica ci spiegano cosa fare per far abbassare la febbre alta alta. E grazie al loro, ma proprio loro, sforzo, il bimbo finto guarisce! Evvai! Mentre la bimba sorride entusiasta con il pupo in braccio, la narratrice ci lascia con la seguente frase: Cicciobello Bua, il bello di fare la mamma. Continua a leggere

Lavazza – Sinfonia Oggettivante

Con l’articolo di oggi torno a parlare di una categoria di prodotti assente da diversi mesi, e anche di una tipologia di narrazione non trattata da tempo. Ringraziamo Lavazza per quest’opportunità…qualità oro.

Mentre Caffè Lavazza ci dice d’essere la prima luce del giorno, armonia, piacere, bla, bla e ancora bla, vediamo scorrere le foto di una donna con abito rosso-giallo aderente, espressione illuminata e corona di raggi solari, una donna nuda in un bagno di caffè con capigliatura di cucchiaini e orecchini di tazza, una donna in costume da Ferrero Rocher, una donna che riproduce precisamente la mia espressione mentre guardo lo spot, una che è insieme anni ’50  e futuristica e che più guardo e meno sono sicura non sia una Barbie (il volto pare di plastica, complimenti a trucco e post-produzione!), un’altra donna nuda immersa in un bagno di caffè, con orecchini a cucchiaino e una donna che…vitruvianeggia in una tazza di caffè. Che perfezione di spot. Parliamone.

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