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Tanti e tante, con bonaria ingenuità, credono che i media (pubblicità comprese) siano un mero riflesso della realtà.
La non troppo nascosta verità è che, mascherati e protetti da questa visione, i media mettono continuativamente in atto il proprio potenziale di plasmare la realtà secondo i propri intenti e desideri, alle volte operando in concordanza con specifiche visioni culturali e politiche.

Gli spot, in particolare, ci indicano cosa è normale che ci interessi, cosa ci si aspetta che ci piaccia, cosa è opportuno che facciamo, come si conviene che ci presentiamo e viviamo. Ciò presuppone, di conseguenza, anche l’indicazione dell’esatto contrario – ciò che non è normale che ci interessi, ciò che non ci si aspetta che ci piaccia, cosa non è opportuno che facciamo, come non si conviene ci presentiamo e viviamo.

Il fatto che l’obiettivo primario, da parte delle aziende, sia quello commerciale e di profitto, non annulla il potere che le comunicazioni pubblicitarie hanno nell’intaccare in modo pesante e talvolta determinante il piano sociale e culturale, stimolandoci sin dalla tenera età alla formazione di idee, concetti e punti di vista – specialmente relativi alle immagini e ai ruoli di genere cuciti sui sessi – che sarà arduo sradicare più avanti negli anni (sempre che ci si accorga della loro presenza e del fatto che non siano genuino frutto dei nostri pensieri e della nostra espressione di personalità).

Una sostanziosa fetta dei cittadini e delle cittadine d’Italia vive ancora nella convinzione che espletare le faccende di casa e prendersi cura dei bambini sia compito femminile, mentre all’uomo tocchi portare a casa la pagnotta. Quasi tutti gli spot correntemente in onda operano attivamente per rinforzare queste credenze.

E allora diamo insieme uno sguardo a questi spot.
Osserviamoli, esaminiamoli, mettiamo in discussione la loro essenza e i loro messaggi.
Il fine? Acquisire e diffondere consapevolezza, e contribuire alla nascita di un panorama pubblicitario che rappresenti gli esseri umani nel rispetto della propria individualità e delle proprie capacità, prescindendo da preconcetti e stereotipi forzati sugli individui sulla base del loro sesso.


Note:

1 – Questo blog è di stampo serenamente femminista, in quanto gestito da una persona che ha a cuore il raggiungimento dell’uguaglianza politica, economica e sociale dei sessi, con tutte le dovute implicazioni, obiettivo attivamente ostacolato dalle comunicazioni mediatiche. Il sessismo è un male che va estirpato, prima ancora che dall’esterno, dal rifugio che ha trovato in noi stessi/e (anche a causa delle influenze mediatiche).
2 – Questo blog non si propone come luogo di discussione e confronto, bensì come spazio di esposizione di pareri, analisi e riflessioni personali, nonché di invito al commento e alla segnalazione finalizzati a comunicare il desiderio di cambiamento. Al termine di ogni articolo troverete i dati necessari a contattare i vari marchi per esprimere dissenso (o approvazione).