L’evoluzione del pulito? Sessista e Stereotipata, per SuperFive di ORLANDI

Al centro dell’articolo di oggi non ci sarà uno spot televisivo, bensì un’immagine pubblicitaria, che probabilmente qualcuno di voi ha già avuto occasione di vedere, scorrendo la bacheca di Facebook o la timeline di Twitter. Nel dubbio che non facciate parte di chi ha già familiarità con il contenuto, però, invito a essere prudenti e a prepararsi all’osservazione di qualcosa che ben merita la vostra indignazione. A chi va riconosciuto l’onore di aver scatenato questi sentimenti, che faremmo tutti volentieri a meno di provare? Al marchio SuperFive, del gruppo ORLANDI S.P.A.

Il cartellone nella foto permette di osservare quella che ORLANDI ha deciso di chiamare Evoluzione del Pulito, rappresentata sotto forma di un parallelo con l’evoluzione della donna. Guardando da sinistra verso destra, possiamo vedere una scimmia (da intendersi di sesso femminile, ovvio) intenta a pulire avvalendosi di un osso e di una pezza composta da pelli animali e poi, mano a mano che si muovono passi verso il progresso, un primitivo esemplare di femmina di umano con attrezzature più pratiche ma ancora rudimentali, una signora con un classico mocio e, infine, del prodotto creato dal marchio SuperFive, il RotoMop, tra le mani di un’avvenente ed elegante donna moderna.

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Amaro Averna, il Gusto Maschio della Vita

Negli articolo scritti finora mi è capitato spesso di trattare di prodotti alimentari, per la cura del corpo o per la pulizia della casa. L’argomento bevande, in tutto ciò, è rimasto ancora relativamente in ombra, nonostante qualche menzione, sia positiva che (molto) negativa (sul serio, questo spot è atroce e ancora adesso mi duole non aver letto o udito più voci indignate al riguardo). Con la pubblicità di cui sto per parlare intendo riprendere un tema già accennato tempo fa: l’associazione del maschile ad alcune bevande – tra cui la birra (alcuni marchi hanno intrapreso percorsi più progressisti ma altri sono ancorati a un passato maschilista) e alcuni tipi di alcolici, in particolar modo gli amari. Ed è proprio di amari che sto per parlare. Nevvero, Averna? Vediamo lo spot.

Un giovane uomo con gli occhiali si rivolge a tal Don Salvatore per ringraziarlo del pranzo consumato. Il barbuto ed elegante signore annuncia che il meglio sta per arrivare, i commensali, uno ad uno, appoggiano i propri orologi sul tavolo e un terzo uomo dichiara che “Il tempo non conta più nulla”, perché – conclude Don Salvatore, apprestandosi a versare l’Amaro Averna – invece di misurarlo, stanno per goderselo. Lo spot termina con i presenti che bevono il liquore pubblicizzato, preceduti dalla schermata con il motto dello stesso, con sottofondo un verso di deglutizione. Chissà se qualcuno tra voi, amici e amiche, ha già indovinato ciò di cui sto per parlare. Vediamo un po’…

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StarCasinò. Ora lo so…che sei sessista!

Grazie alla gentilissima segnalazione di Irene (che ringrazio), ho avuto l’opportunità di metter gli occhi sullo spot di cui sto per parlarvi. Qualcuno di voi forse lo conosce già ma, anche tra coloro che non hanno familiarità con i contenuti, sono piuttosto sicura che saranno in molti a riconoscere gli elementi discutibili presenti. Ma basta chiacchiere e vediamo un po’ come StarCasinò sceglie di presentarsi al pubblico!

Un uomo trascorre una cenetta romantica con quella che potrebbe essere la sua compagna o, più probabilmente, una ragazza con cui ha scelto di uscire e che considera come potenziale partner. Ma il nostro povero protagonista si sta annoiando tremendamente. Ecco che, deus ex machina, fa il suo ingresso una seconda figura femminile che, in men che non si dica, porta via con sé l’uomo, che si accomiata con un semplice gesto. Dopo aver esposto i benefici di StarCasinò, la ragazza interroga il protagonista per verificare che abbia ben compreso il tutto. Meno male! Meno male che ora lo sa, che questo StarCasinò è così eccezionale! Tutto è bene quel che finisce bene (considerando che questa pubblicità comincia e finisce male, traete voi le conclusioni). Parliamone.

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Arancia Rosaria: Stereotipata, Oggettivante, Irresistibilmente Sessista

E se il 2017 ho scelto di farlo finire con una nota positiva, il 2018 decido di aprirlo con il botto; uno di quelli assordanti che non possono essere ignorati. L’altra sera ho visto una pubblicità che mi ha sconvolta per via del suo racchiudere, insieme, alcuni degli elementi sessisti e stereotipati (relativamente al concetto di genere) più dannosi in assoluto. Ho successivamente scoperto che si tratta di uno spot risalente al 2014 (!), elemento che non è in alcun modo un’attenuante, considerando che questo contenuto continua imperterrito ad andare in onda, peraltro in prima serata, su uno tra i canali pubblici più visto (Rai 2). Bando alle ciance e vediamo il video. Attenzione, però. Non so se lo stesso valga per l’arancia Rosaria, e non intendo scoprirlo, ma posso assicurare che lo spot non è di facile digestione.

Aggiornamento: in seguito alla lettura dell’articolo consiglio di dare un’occhiata alla risposta dello IAP alle segnalazioni dello spot.

Una donna (Rosaria) cammina serena su un marciapiede, portando con sé un cesto di arance rosse Rosaria. Mentre la canzone di sottofondo ci comunica che l’aria viene a mancare alla vista di Rosaria, la protagonista passa accanto a un uomo, seduto al tavolo di un bar con la fidanzata/compagna/moglie. Al passaggio di Rosaria, l’uomo si volta e, con fare da maniaco afferma “Rosaria, ti sbuccerei tutta”. Ripreso dalla compagna, l’uomo sottolinea il fatto che si riferisse all’arancia. Lo spot termina con la voce di Rosaria che ci ricorda quanto vitaminica, succosa e irresistibile sia l’arancia Rosaria. Ok. Se avete bisogno di placare i conati di vomito provocati dalla visione, tranquilli e tranquille, che l’articolo non scappa.
Pronti? Andiamo avanti.

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Panna Chef, il Tuo Aiuto Stereotipato in Cucina

C’è molto dolore, nel mio cuore, mentre mi accingo ad avviare la scrittura di quest’articolo. Sì, perché ho sempre piacevolmente utilizzato i prodotti del marchio dello spot1 che sto per condividere con voi. Ma è un dolore che si mette volentieri da parte e, guardando al lato positivo (che raramente non c’è), ne approfitterò per sperimentare prodotti diversi – a tal proposito, gradirò profondamente consigli da parte di lettori e lettrici. Parmalat, non ti perdonerò mai per avermi così caldamente invitata a fare a meno della mia compagna Panna Chef2. 😢
Vediamo la pubblicità, va’!

Con fare autoritario, professionale e convincente, un gruppo composto da sei chef approccia il soggetto al centro dello spot, proponendo di condividere idee per il pranzo. La protagonista, però, rifiuta l’invito facendo notare di avere già tutta l’ispirazione che le serve, incarnata in una confezione di Panna Chef. La narratrice, poi, ci spiega quanto il prodotto pubblicizzato sia utile nell’infondere un tocco creativo alla propria cucina, mentre osserviamo la preparazione di fettuccine con verdure julienne e Panna Chef, che riceveranno i complimenti dell’uomo di casa, per l’orgoglio della protagonista. Ma che delizia di spot, nevvero? Parliamone.

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