Sessismo Assicurato con Gran Ragù Star

Torna a farci visita un altro nome familiare. Non è colpa mia se così tante aziende persistono con i loro stereotipi e pagano per andare in onda frequentemente e ovunque. Vediamo quindi cosa ci racconterà Star, con il nuovo spot del suo Gran Ragù.

Una ragazza si sporge curiosa verso la cucina, spiando una donna che prepara Gran Ragù Star con l’aria soddisfatta all’idea di quanto l’alimento stimolerà il palato degli abitanti della casa. La ragazza si fionda sull’assaggio e viene subito raggiunta da un bambino, a cui servirà un crostino col ragù. Spunta infine un uomo che si unisce alla ragazza e al ragazzo e intinge un po’ di pane nel ragù preparato dalla donna. Dopo che un signore da informazioni sul prodotto, ci troviamo a tavola, con il bambino che si rivolge alla donna e le dice “buono, mamma!”. E cosa vuoi di più dalla vita, mamma? Un lucano? Parliamone. Continua a leggere

Nutella – La Giornata sa di Sessismo

Dopo la particolare gravosità di quanto trattato nell’articolo scorso, oggi torniamo sul classico. E lo facciamo con un altro spot partorito dall’azienda tra quelle in cima nella mia lista nera: l’italianissima Ferrero (proprietaria anche del marchio di Kinder, per intenderci). Qual sovversivo, originale e interessante spaccato sarà riuscita a proporci questa volta? Vediamo l’ultima pubblicità Nutella.

Nel dubbio che potessimo non comprendere quanto illustrato nel criptico spot, la donna protagonista ci avverte che il tema è “il lavoro di mamma”. La vediamo, dunque, decorare colazioni a base di nutella, sistemare vestiti di Bambina, spalmare Nutella su dei toast, consegnare un toast con Nutella a Ragazzo, e un’altra a Uomo. Bambina, Ragazzo e Uomo mangiano velocemente e vanno via, senza dire nulla. Donna non è felicissima che non l’abbiano salutata né ringraziata, ma alla fine la pubblicità ci ricorda di cosa ha realmente bisogno una donna, una madre, per sentirsi soddisfatta e felice. Parliamone.

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Orogel – Lo Stereotipo di Ogni Giorno

Quest’oggi sono triste, lettrici e lettori.
Perché? Perché il nuovo spot di una certa azienda si è rivelato essere peggiore del precedente, che già non era positivo. E la questione è più drammatica di quanto possa inizialmente sembrare. Oh, Orogel, Orogel. Perché ci fai questo, Orogel? Guardiamo il video.

Mentre una signora si affaccia sulla bellezza del panorama della sua città, il narratore ci parla della meraviglia italiana, che sarebbe ovunque – anche nel freezer. L’uomo tesse le lodi di Virtù di Brodo Orogel e una donna si avvicina, sorreggendo la pentola contenente l’alimento, alla tavola a cui siedono un bambino, una bambina e un uomo adulto. Parliamone – dopo gli sbadigli.

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Conad. Stereotipi oltre le Cose

Dopo Lidl (in male e in bene) e dopo Coop, tornano a farci visita i supermercati.
Stavolta tocca a Conad, con una delle pubblicità attualmente in onda (no, non mi riferisco ancora a quest’altra recente fatica). Vediamola subito insieme!

L’inquadratura è su un uomo che osserva l’orizzonte dal tetto di un supermercato Conad, mentre il narratore cita Donne informandoci del fatto che così come nessun uomo è un’isola, neppure i supermercati lo sono, quando pensano ai prodotti indispensabili per la famiglia. E comincia l’elenco, mentre una ragazzina e una donna entrano in cucina, dove un uomo beve caffè e legge il giornale. La ragazzina fa poi cordialmente notare alla donna che il latte è finito, e scopriamo che servono anche farina e pasta. Conad non è un’isola, ma parte di una comunità. E lo spot termina con la donna che fa spesa, mentre l’uomo del tetto le sorride. Parliamone.

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