Tantum VerdeDol: Per chi è Sessista come Te

Qualcuno qui si è superato, amici e amiche. Non era facile peggiorare le già estremamente stereotipate e sessiste rappresentazioni familiari (e in particolare dei ruoli di uomini e donne entro la struttura familiare), ma un marchio è riuscito nell’impresa. Il suo nome è Tantum Verde! Informo che è già in atto un’ottima iniziativa volta a debellare lo spot. Non mancate di controllare i link a fine articolo per saperne di più e partecipare. Ma ora bando alle ciance e vediamo il video, che forse già conoscerete.

Aggiornamento al Gennaio 2019: lo spot è stato presentato in una nuova versione, con 10 secondi in meno, privata degli elementi che connotano l’originale come profondamente sessista.

La pubblicità inizia mostrandoci un uomo che stira, mentre due bambini indisciplinati ne combinano di tutti i colori, anche mettendo vistosamente a repentaglio la propria salute. Con tono divertito, la voce narrante ci comunica che “quando la mamma ha il mal di gola, al papà tocca far tutto“, accompagnata dall’immagine dello sguardo sconvolto del protagonista e dei figli che continuano a divertirsi. Ma per fortuna, PER FORTUNA, amici e amiche, che esiste Tantum VerdeDol pastiglie, che può consentire all’uomo-padre-marito dello spot di liberarsi di questi compiti che, come la pubblicità ci mostra con evidenza, spettano a quella figura insostituibile chiamata madre.
Non sono riuscita a trattenere un sospiro amareggiato nel rivedere cotanto orrore. Parliamone.

Infiniti applausi, sarcasticamente molto sentiti, a chiunque abbia progettato questo spot Tantum Verde, che si unisce a marchi quali Vicks e Vivin C nel ribadire la tendenza a creare e perpetuare rappresentazioni stereotipate negli spot dedicati a prodotti per contrastare i sintomi del raffreddore.

Se la pubblicità di Rinazina, infatti, riesce meravigliosamente a buttar dietro sé ben due terribili stereotipi relativi ai generi e ai ruoli a essi socialmente associati, quella di Tantum Verde, al contrario, rincara la dose di ben due stereotipizzazioni tra le più gravi in assoluto.

La prima è quella cui siamo posti dinanzi sin dai primi istanti della visione: l’immagine dell’uomo completamente incapace di occuparsi delle faccende domestiche e di prendersi cura dei bambini. Giammai ci si azzardi a considerare l’ipotesi che possa addirittura fare entrambe le cose, perché altrimenti ci toccherebbe mettere in dubbio il famigerato mito del multi-tasking come skill femminile (tanto caro a chi ha cuore la circoscrizione dell’esistenza femminile nell’ambito domestico, come a chi sente il bisogno di legittimarla e giustificarla per sé). L’uomo di Tantum Verde non ne fa una buona. Lascia i bambini allo sbando, aperti a rischi di ogni tipo e, nel frattempo, distrugge il capo che stava stirando (il momento di gioco con la bimba è l’unico elemento decente dell’intero spot).

Al ritorno della moglie guarita ecco che, per magia, tornano anche calma e serenità, che l’uomo ovviamente non poteva preservare. Spuntiamo, dunque, la casella dello stereotipo “Gli uomini non sono dotati delle capacità necessarie a curare bambini e casa, e mancano delle abilità per affrontare più di un’attività contemporaneamente – al contrario delle donne”.

Il secondo stereotipo, che permea, sia implicito che esplicito, dall’inizio alla fine dello spot (rinforzato anche dal primo elemento menzionato) è il solito, onnipresente nel panorama pubblicitario: quello della donna che sarebbe per natura, per ovvietà, per destino, per biologia, quasi per compito divino, il soggetto tenuto a occuparsi dell’ambiente domestico e dei bambini. E se succede che il suo eventuale compagno esegua le attività succitate, egli non starà facendo altro che sostituire lei, la donna-madre-moglie alla quale, per terribili cause di forza maggiore (buh, raffreddore, buh!) è stato impedito di compiere i doveri propri del suo sesso. Insomma, a un padre toccherebbe fare talune cose solo perché la compagna sta male, non perché è normale che le faccia o perché sarebbe auspicabile che le facesse.

Tantum Verde

Ricapitolando, dunque, l’uomo che stira, cucina, spazza, lava, controlla i bambini e gioca con loro – facendo tutto male, in quanto uomo e dunque intrinsecamente e biologicamente impedito (secondo gli stereotipi, non certo secondo reale natura) – non sta mai davvero svolgendo quelle attività perché può farlo in quanto membro di una famiglia e soggetto che abita con altri in una specifica casa. Sta aiutando, sostituendo, la persona a cui spetta davvero svolgere quelle mansioni: la donna.

Parola di Tantum Verde, che può dormire orgogliosi e tranquilli sonni, consapevole di aver dato un notevole contributo alla preservazione del binomio uomo-breadwinner e donna-caregiver.

Ponendo che già solo la scelta di puntare quasi esclusivamente a rappresentazioni familiari per la pubblicizzazione di ogni prodotto è, di per sé, obsoleta e blanda (sebbene i nuclei, specialmente quelli tradizionali, siano in diminuzione, a guardare gli spot si direbbe che in Italia non esistano che famiglie su famiglie, sempre rigorosamente convenzionali) il condire tali ritratti con stereotipi di genere sessisti che danneggiano uomini e donne, intensificando immagini e idee che ancora oggi condizionano il pensare di migliaia e migliaia di Italiani, è grave e tutt’altro che innocuo.

Lo spot Tantum Verde è vergognoso e insalvabile. È riprovevole che contenuti simili siano mandati in onda in un paese civile che abbia anche solo minimamente a cuore il progresso e la parità dei generi nel rispetto dell’individualità, delle peculiarità e delle capacità di ciascuno. So bene che all’attuale stato delle cose il nostro paese non rispecchia affatto tale descrizione, ma desidero che arrivi a farlo, prima o poi. Ed è anche per questo che continuerò a testimoniare, articolo dopo articolo, il danno quotidianamente inflitto dagli spot a un numero inquantificabile di spettatori.

Questo è quanto, per ora. Alla prossima e, mi raccomando, occhio agli spot!


SEGNALAZIONE E COMMENTO

L’espressione dell’opinione relativa agli spot – spesso più della segnalazione degli stessi – può essere cruciale e determinante nello stimolare i marchi a muoversi verso una direzione pubblicitaria diversa, più progressista e socialmente responsabile. Poiché l’unione fa la forza, come diversi casi hanno in passato dimostrato, invito tutti a prendersi il tempo per lasciare commenti sulle pagine ufficiali e/o inviare email ai marchi interessati. A seguire, i dati per lo spot menzionato nell’articolo:

  • CONTATTI: si possono inviare email alla Angelini (il gruppo societario di cui fa parte Tantum Verde) scrivendo a quest’indirizzo: [email protected]
  • IAP: si può segnalare lo spot compilando il modulo presente in questa pagina.
  • Per discussione e invito al commento, si può fare affidamento sul gruppo Facebook La Pubblicità Sessista Offende Tutti. L’amministratrice Annamaria Arlotta ha eseguito la stesura e l’invio di una lettera collettiva alla Angelini, che è stata sottoscritta da quasi 400 persone.
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