Onilaq, Liberi di Genderizzare un Medicinale

Per la prima volta (che non sarà l’ultima) dalla nascita del blog, torno a scrivere della nuova versione di uno spot di cui ho già scritto. Il titolo dell’articolo anticipa la natura del ritorno. Vediamo insieme il nuovo spot Onilaq (se volete, potete rinfrescarvi la memoria con il primo).

Una donna, seduta e vestita di nero, copre vergognosamente i suoi piedi, portandoli nell’oscurità, mentre il narratore le chiede se è stanca della micosi alle unghie. Fortuna che c’è Onilaq, un medicinale che agisce con una sola applicazione a settimana. E dopo sette giorni, con unghie sane, la protagonista dello spot, ora vestita di colori chiari, è finalmente libera di mostrare i suoi piedi. Parliamone.

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Lo Spot del Labellino? Un Tripudio di Stereotipini.

Lo spot di cui sto per parlare mi ha sconvolta. Non sto scherzando. Sono davvero rimasta scioccata quando l’ho visto per la prima volta. Se, però, vi state aspettando qualcosa di spudoratamente sessista – che so, come lo spot Arancia Rosaria o quello Tantum VerdeDol –,  siete fuori strada. Con shock e sgomento, vi presento la nuova creazione del marchio Labello: il Labellino. Buona letturina dell’articolino, amichini e amichine. Come dite? Sembra che vi stia prendendo in giro e trattando da scemi? Interessante. 🤔

Una ragazza sorregge la sorpresa dell’ovetto Kinder sul palmo della mano. La narratrice, con spumeggiante entusiasmo, ci parla di quanto questo oggetto (che parrebbe quindi non essere la sorpresa dell’ovetto; ehi, si somigliano!) sia sorprendente – Newellino –, di quanto il suo gusto (“hmmm”) sia Fruitellino, di quanto il suo stile sia Sexyllino (mentre la ragazza ci guarda sensualmente con tanta cortesia) e di quanto sia un accessorio Beautyllino, ideale per un bacio Softellino! Labellino, la nuova idratazione per le tue labbrine.

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Nivea e la Corsa all’Eterna Giovinezza

C’è uno spot, che va in onda da tempo e con frequenza, che mi fa accapponare la pelle ogni volta che lo vedo. Mi riferisco alla pubblicità del prodotto Nivea Cellular Filler. Forse l’avete già in mente, forse no. In ogni caso, vediamola insieme:

È orgoglio, quello negli occhi del bambino che indica sua madre, conscio della sua bellezza; è vanità quella negli occhi di lei. È, poi, stupore quello del bimbo e shock quello di sua madre quando la bambina indica sua nonna, raggiante e sicura in questa gara a chi è più bella e giovane. Vediamo queste donne chiaramente poste in esposizione per essere valutate sulla base della loro giovanile avvenenza. E le vediamo tutt’altro che turbate dalla cosa. Tutt’altro. Sembrano ben contente di essere apprezzate (in quanto belle) e che i propri figli e nipoti siano fieri di loro…per l’aspetto piacevole e, soprattutto, giovane che dimostrano.

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Salute? L’estetica vende di più. (Onilaq)

Lo spot di oggi non riguarda pulizie o merendine, né tantomeno bambini o, in senso stretto, prodotti per la cura dell’aspetto. La ragione per cui lo trovo non solo particolarmente dannoso, ma anche perfetto rappresentante di una delle più grandi problematiche legate anche agli stereotipi di genere, la spiegherò a breve. Per prima cosa, procediamo con la visione della pubblicità di Onilaq:

Il prodotto pubblicizzato nello spot, Onilaq, appunto, è un vero e proprio medicinale (a base di Amorolfina, un composto con proprietà fungistatiche che fungicide) che si occupa di trattare l’onicomicosi, meglio nota come micosi delle unghie, un problema piuttosto diffuso, e spesso sottovalutati, sia tra donne che tra uomini. A sorpresa, forse, stavolta il fulcro problematico dello spot non è la scelta di utilizzare un soggetto femminile. Non lo è perché, salvo eccezioni (l’igiene intima, ad esempio), a differenza di quanto avviene per pubblicità di prodotti di altro genere (gli ambiti di sovente trattati nel blog: pulizia, alimenti per bambini, cura del corpo e dei capelli), in quelli legati a problemi di salute è già presente una relativa varietà per quanto concerne il sesso dei protagonisti.
Ma allora dov’è il problema?
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Balsamo in Mousse Pantene? 100% per Donne.

Con quest’articolo intendo tornare su problematiche certamente meno gravose rispetto ad altre, ma comunque meritevoli, a mio avviso, di attenzione. Mi riferisco al famigerato ambito dei prodotti per la cura del corpo e dei capelli. I marchi che seguono gli stessi schemi sono talmente tanti che si potrebbe scrivere all’infinito, ma procediamo per gradi. Stavolta tocca a Pantene.

Lo spot è breve e semplice nella sua espressione visiva e, al fine di rappresentare la leggerezza garantita dal balsamo mousse, sceglie di mostrare un gruppo di donne che lasciano fluire leggiadre le proprie chiome, assieme agli abiti che indossano. L’oggetto pubblicizzato è un balsamo che rinforza i capelli e non appesantisce quanto prodotti di tipologia simile.

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